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Nel 1994 un primo casuale ritrovamento,
la Grotta del Pino nel comune di Sassano, ha dato
il via ad una campagna di scavi centrata nell'area del comune
di Monte San Giacomo, nelle aree del Pian
di Varlacarla e alle pendici del Monte Cervati
nella Grotta
dei Vallicelli, i cui primi risultati hanno posto
un tassello importante nella ricostruzione delle vicende
che nel corso della preistoria hanno interessato questo
territorio.
Il progetto vede coinvolti ricercatori di numerose discipline,
quali antropologi, geologi, vulcanologi, paleontologi, archeozoologi,
paleobotanici e archeologi preistorici dellUniversità
Roma "La Sapienza", dell'Università di Napoli "Federico
II", dell'Università di Lecce e della Soprintendenza archeologica
di Salerno. Le recenti acquisizioni indicano una intensità
di frequentazione pre- e protostorica dellarea del
Vallo di Diano che inizia nel Paleolitico
medio, circa 45.000 anni fa, e prosegue, senza
soluzione di continuità, fino alletà
del Bronzo.

Nellambito del progetto
si prevede il completamento di unanalisi territoriale
a livello di GIS inter-site, con realizzazione di
una carta distributiva dei siti dellarea in esame
al fine di indagare, mediante studi di locational analysis,
il rapporto tra i differenti siti preistorici ed alcune
significative variabili paleoambientali (geomorfologia,
dislocazione spaziale dei siti, distanza dai corsi dacqua
e dai centri di approvvigionamento, percorsi stagionali
di caccia).
Tramite lausilio di tecniche quantitative multivariate
ciascuna informazione archeologica verrà analizzata
in rapporto alle caratteristiche paleogeografiche del territorio.
Levoluzione delloccupazione dellarea del
Vallo, con la nascita e labbandono di determinati
siti, verrà pertanto esaminata per analizzare le
possibili variazioni nelle forme di sfruttamento del territorio
nel corso del tempo.
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